Horizon 2020, la ricerca che stimola l’economia

February 22, 2016

Il programma di investimenti, presentato dalla commissaria europea per la Ricerca, l’innovazione e la scienza Màire Geoghegan-Quinn, riunifica le precedenti iniziative messe in campo dall’UE nell’ambito della ricerca e dell’innovazione. Gli 80 miliardi di euro previsti saranno ripartiti su tre obbiettivi chiave : 24,6 miliardi dedicati ad interventi per mantenere l’UE in cima alla classifica mondiale nella scienza ; 17,9 miliardi serviranno per affermare il primato industriale nell’innovazione con investimenti sostanziosi nelle nanotecnologie di punta ; altri 31,7 miliardi saranno dedicati alla risoluzione delle principali problematiche comuni ai cittadini europei su sei temi di base (energia sicura, pulita ed efficiente ; interventi per il clima e l’ambiente ; società innovative e sicure ; sanità, crescita demografica e benessere ; sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile ; trasporti intelligenti, verdi e integrati).

Nello specifico Horizon 2020 sosterrà lo sviluppo di una nuova generazione di componenti e sistemi che includono micro e nanotecnologie, una nuova generazione di sistemi computazionali, infrastrutture per lo sviluppo futuro di Internet, sistemi per la gestione dell’informazione e la robotica. Tali misure si rendono oggi necessarie per un’Europa che voglia conservare ed implementare sempre più la propria competitività : bisogna trasferire prodotti e servizi da progetti teorici all’interno del mercato.

Nel complesso, il progetto intende facilitare l’ingresso nel mercato dei consumi di tutte le innovazioni tecnologiche che l’UE raggiunge con le sue attività di ricerca. Sono difatti sempre più dilatati i tempi che intercorrono tra le scoperte provenienti dalla ricerca innovativa e il momento in cui queste iniziano ad essere utilizzate concretamente dai cittadini e dalle imprese. Per ovviare a questo problema e per rendere più forte il legame tra scienza e società e rinforzare la fiducia dell’opinione pubblica nella ricerca, Horizon 2020 prevede il coinvolgimento dei cittadini e della società civile sulle questioni della ricerca e dell’innovazione tramite un’attività di informazione e la promozione dell’educazione alla scienza rendendo le conoscenze scientifiche più facilmente accessibili.

Altro punto di forza della strategia riguarda una problematica fortemente sentita dalla società europea : il brain drain. Horizon 2020 richiamerà un gran numero di talenti da tutto il mondo ed eviterà la fuga dei cervelli “made in EU” grazie alla predisposizione di iniziative per incoraggiare la ricerca europea e facilitare l’innovazione e le prestazioni delle aziende. Nel consentire tutto questo un ruolo fondamentale sarà svolto dall’European Research Council (ERC) che ha già riportato in Europa i due terzi dei borsisti in neuroscienze formatisi negli USA. In questo modo si potrà favorire la cooperazione internazionale. Inoltre, i fondi di Horizon 2020 saranno distribuiti in base all’eccellenza, ovvero senza distinzioni derivanti dall’area geografica, in modo da livellare le differenze regionali in ambito di innovazione che ancora oggi sussistono sul territorio dell’UE.

Ancora una volta con questa iniziativa la Commissione si dimostra consapevole di come le nostre vite possano trarre un vantaggio dalle ricerche nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Basti pensare che proprio attraverso le TIC si può facilitare la cura delle persone anziane : un robot può aiutare nello svolgimento di attività quotidiane come alzarsi in piedi, cucinare, prendere oggetti oppure con un sistema di videosorveglianza si può impostare un allarme che segnala la caduta della persona. Si stima che queste ed altre soluzioni di assistenza attraverso le tecnologie comportano una riduzione di circa il 30% dei costi dei servizi sanitari.

Come dichiarato dalla commissaria Geoghegan-Quinn : “Horizon 2020 ci garantisce la base scientifica e tecnologica e la competitività industriale per il futuro, con la promessa di una società più intelligente, sostenibile e inclusiva”.

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